BREVI CENNI
STORICI
Dalla notte dei tempi il
termine matrimonio coincide con il suo significato
più immediato ovvero quello di unione, accordo, in cui due persone decidono
di condividere materialmente e spiritualmente la loro vita tramite appunto
una sorta di contratto.
Nellantichità il matrimonio era vissuto come un modo da parte delluomo
di assoggettare la donna garantendosi così una sicura discendenza.
E il diritto romano per primo a sancire l'idea che il matrimonio è un libero accordo tra
due persone, anche se non c'è da stupirsi del fatto che la pratica dei matrimoni
combinati sia rimasta in auge per moltissimi secoli.
Il matrimonio ha da sempre infatti rappresentato l'unione, oltre che tra due persone, nel
caso di famiglie illustri, anche tra due famiglie e dunque tra due patrimoni. Il
matrimonio ha cioè rappresentato per certi versi una funzione
di assunzione di prestigio se contratto tra due casate particolarmente illustri. Non si
dimentichi che unioni matrimoniali sono da sempre servite anche per stabilire legami
politici tra i popoli. |

"Carme descrittivo
della Brocca e dell Bacino
dono sponsalizio
dell'arciduchessa d'Austria"
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Il valore di sacramento attribuito
al matrimonio si deve all'avvento del cristianesimo: connesso ad esso vi è il fatto che
lo scopo primario sia la procreazione dei figli e, secondariamente, essendo un accordo
stipulato al cospetto di Dio, il fatto che, per ciò, sia un vincolo assolutamente
indissolubile. Perciò il divorzio non è ammesso in seno alla Chiesa Cattolica se non per
preciso annullamento da parte della Sacra Rota, ma in casi davvero particolari.
L'avvento del cristianesimo ha anche proibito il matrimonio e i rapporti
sessuali tra genitori e figli (incesto), fratelli e sorelle e fra cugini rendendo cioè
questo rito esogamo ovvero al di fuori della ristretta cerchia familiare, cosa che invece
non avveniva in Antico Egitto o in Persia, per esempio.

Taj Mahal |
Il vero e proprio punto di
svolta verso la modernità è da farsi risalire alla Riforma Protestante
e alla Rivoluzione Industriale e, dal punto di vista filosofico,
all'imporsi del concetto di Individualità e di Contratto Sociale che ha coinciso anche
con una maggiore attenzione posta al matrimonio visto come unione d'amore tra due
individui liberi. Questo perlomeno a livello teorico. Trattandosi dunque di un contratto
sociale, molti paesi hanno sancito la possibilità della revocabilità di esso. La religione
cattolica, quella ortodossa e quella induista
non ne permettono però lo scioglimento. Addirittura era usanza comune in India fino al
1829 (e tuttora persiste in alcune zone più sottosviluppate) che la vedova fosse
costretta a morire sul rogo insieme al cadavere del marito lì posto per essere cremato.
Il matrimonio come libera scelta è un concetto piuttosto recente.
Fino al secolo scorso le famiglie erano ritenute unità produttive e perciò il matrimonio
era frutto di interessi sociali ed economici e veniva celebrato quasi ed esclusivamente
all'interno della propria cerchia sociale, come perpetuazione e rafforzamento della stessa
e delle differenziazioni economiche e dei privilegi propri di ogni classe. |
Per far ciò in alcuni paesi
orientali (Cina, India, Giappone) sono ancora molto comuni i fidanzamenti tra bambini
determinati da accordi economici tra i genitori. Fino agli anni '50 addirittura in Cina
era comune che gli sposi si vedessero per la prima volta il giorno delle nozze, cosa che
accade a volte tuttora in India e Pakistan. Altra considerazione va fatto sull'età media
degli sposi. Nel corso del tempo essa è salita, soprattutto nella società occidentale,
in modo direttamente proporzionale con l'innalzarsi dell'età media di vita.
Se lo scopo dei matrimoni è la
procreazione dei figli, è logico che in una società dove la prospettiva di vita è molto
bassa, dove la mortalità per parto e in seguito quella infantile è altrettanto elevata,
le donne dovranno sposarsi molto giovani per avere davanti a sé un considerevole periodo
di fertilità e per poter procreare molti figli in modo che alcuni possano sopravvivere
perpetuando il nome della famiglia. Con il miglioramento delle condizioni sanitarie e di
vita e di conseguenza con l'innalzamento dell'età media di sopravvivenza, l'età degli
sposi si è innalzata, prova ne sia la situazione di oggi dove ci si sposa intorno ai 30
anni e si mettono al mondo figli anche in età piuttosto avanzata. Da sempre si
può dire comunque che il matrimonio è uno specchio fedele della società all'interno
della quale viene celebrato e i suoi mutamenti vanno di pari passo con i mutamenti che
avvengono all'interno della società stessa. |